I riflessi del neonato
Approfondiamo qui quelli che sono i meccanismi riflessi presenti fin dalla nascita nel neonato come ad esempio il succhiarsi il pollice o il nuotare che si consolideranno con l'esercizio o scompariranno.I riflessi dipendono dalla presenza di circuiti nervosi che si basano su un recettore sensibile al dolore, al tatto, a stimoli visivi o acustici e via dicendo e un effettore, in genere si tratta di un muscolo che si contrae quando arriva lo stimolo. Quindi il neonato è dotato già dalla nascita di questi meccanismi genticamente programmati necessari a consentirgli la soppravvivenza soprattutto quando la corteccia cerebrale è ancora immatura.
Cercherò di elencare i riflessi primari presenti nel neonato in maniera semplice e sintetica, indicandone il nome, la descrizione ed il prodecimento usato dall'esaminatore per ottenere il riflesso.
- Riflesso di Babinsky. Il bambino flette l'alluce mentre allarga le altre dita. L'esaminatore solletica delicatamente la pianta del piede del bambino dalle dita verso il calcagno.
- Riflesso di Moro. Il bambino allarga le braccia e poi le stringe insieme verso la parte mediana del corpo. L'esaminatore produce un rumore improvviso, come far scoppiare un palloncino, oppure tiene sollevato il bambino e lascia cadere di pochi centimetri la testa. Se il bambino è sdraiato sul dorso nella culla, l'esaminatore dà un colpo alla culla contemporaneamente ai due lati della testa.
Questo riflesso è già presente al settimo mese di gravidanza; la sua funzione è quella di far compiere ai polmoni il primo atto respiratorio. Generalmente scompare quando i neonati raggiungono il quarto-quinto mese di vita. - Riflesso palpebrale. Il bambino chiude le palpebre. Viene utilizzata una luce forte e improvvisa.
- Riflesso di prensione. Il bambino afferra l'oggetto. L'esaminatore inserisce un dito o una matita nel palmo del bambino.
Compare precocemente già tra il terzo ed il quarto mese di gestazione e si manifesta appunto con la flessione di tutte le dita in seguito ad una pressione sul palmo della mano.
Invece tra il sesto e l'ottavo mese dimostra di saper afferrare con una presa precisa, l'oggetto che lo interessa ed è in grado per esempio di bere da solo dal biberon. - Rilesso di deambulazione. Il bambino fa qualche movimento come se stesse camminando. Viene tenuto dritto mentre l'esaminatore lo sposta in avanti e lo inclina da un lato.
Tra i quattro e gli otto mesi di vita, con la maturazione di alcune aree motorie della corteccia, è in grado di controllare volontariamente gli arti superiori, mentre tra gli otto ed i quattordici mesi il controllo si estende agli arti inferiori, finchè il bambino sarà in grado di camminare. - Riflesso di ricerca del cibo. Il bambino gira la testa verso il dito, apre la bocca e cerca di succhiare. L'esaminatore stimola il bambino in un angolo della bocca o della guancia.
- Riflesso di suzione. Il bambino comincia a succhiare. L'esaminatore inserisce un dito nella superficie interna delle labbra del bambino: è presente dall'ottavo mese di gravidanza e ha il fine di far sì che il neonato succhi il latte.
- Riflesso del ritirare il piede. Il bambino flette la gamba e ritira il piede dallo spillo. L'esaminatore punge la pianta del piede del bambino con uno spillo.
- Riflesso del leccare. Il bambino si lecca le labbra e compie movimenti di suzione. L'eseminatore mette dell'acqua zuccherata sulla lingua del bambino.
- Riflesso di increspare le labbra. Il bambino increspa le labbra e chiude le palpebre. L'esaminatore mette una sostanza acida sulla limgua del bambino.
- Riflesso del nuoto. Il bambino non ha bisogno di imparare a nuotare; quando vengono immersi nell'acqua e sorretti con una mano sotto la pancia, muoveranno istintivamente gambe e braccia.
Molto importante per i movimenti di afferramento, per la postura del capo, per la deambulazione e la stazione eretta è la visione: essa dipende sia dalla maturazione della funzione visiva vera e propria, sia dai movimenti oculari che consentono di puntare un oggetto e seguirlo. I primi movimenti oculari compaiono nella ventottesima settimana di gravidanza, inizialmente come automatismi, in seguito diverranno sempre più complessi e legati allo sviluppo del cervello.
Fonte: "Le età della mente" di Alberto Oliviero e Anna Oliviero Ferraris.
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