Cos'è l'acido folico?
L'acido folico è una vitamina del gruppo B (per la precisione si tratta della vitamina B9), che si trova normalmente negli alimenti quali cereali, legumi, verdure e carni (soprattutto nel fegato). È in ogni caso difficile assumere con la sola dieta la quantità giornaliera necessaria per la prevenzione dei difetti del tubo neurale. Il fabbisogno indispensabile per la maggior parte delle donne sane corrisponde a 0.4 mg al giorno, quantità che aumenta a 5 mg per donne affette da diabete o epilessia, con storia familiare positiva per difetti del tubo neurale o che abbiano bambini nati morti o con malformazioni.Perchè assumerlo?
Solo uno su 1000 nuovi nati presenterà alla nascita una malformazione del tubo neurale. Le recenti ricerche scientifiche hanno dimostrato che assumere acido folico diminuisce tale probabiltà. Le malformazioni che si riscontrano più frequentemente sono la spina bifida, conseguenza del fallimento dello sviluppo normale della colonna vertebrale, e l'anencefalia, che deriva da un anormale sviluppo del cranio e del cervello.
Quando assumerlo?
Affinchè la prevenzione risulti efficace, deve iniziare prima del concepimento o ancora meglio nel momento in cui è sospesa la contraccezione al fine di programmare una gravidanza. È proprio entro le prime settimane di gestazione (5 settimane) che si completa lo sviluppo della spina dorsale e del cervello del feto. Per il dosaggio giornaliero adeguato è consigliabile rivolgersi al proprio ginecologo di fiducia. Continuare ad assumere acido folico per tutta la gravidanza ed in allattamento potrebbe ovviarne possibili carenze.
Quali esami eseguire per la diagnosi dei difetti del tubo neurale?
I test da eseguire non sono dannosi per il bambino, rilevano la maggior parte delle malformazioni e vanno eseguiti nel secondo trimestre di gravidanza e sono essenzialmente due:
- livello ematico d'alfafetoproteina nel sangue materno che si esegue normalmente tra la 16 e la 18 settimana.
- ecografia della colonna vertebrale e del cranio fetale da eseguire tra la 17 e la 20 settimana di gravidanza.
E' stato pubblicato un articolo sulla rivista The American Journal of Clinical Nutrition (2008; 87:517-33) dove ci si pone appunto questa domanda. I dubbi sorgono in risposta ai risultati di alcuni esperimenti:
Negli esseri umani un ingerimento aumentato di acido folico può portare ad alte concentrazioni nel sangue di sostanza non metabolizzata, cosa che può essere correlata ad una modificazione della risposta cellulare e a una diminuzione dell'efficacia di farmaci contro malattie come la malaria, l'artrite reumatoide e il cancro. Nelle persone anziane, la combinazione tra alti livelli di acido folico e bassi di vitamina B12 può essere associata ad un aumento del rischio di problemi cognitivi e anemia, mentre nelle donne incinte ad un aumentato rischio di resistenza all'insulina e obesità nei bambini.
Inoltre i folati nel sangue possono avere un effetto protettivo nella fase iniziale del cancro ma possono poi facilitare la crescita di cellule pre-neoplastiche e forme di tumori sub-clinici.
Ci sono quindi in progetto ulteriori studi sulle reazioni e sugli effetti di queste somministrazioni.
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