Il primo respiro nel parto in acqua

Il mio secondo parto è stato un bellissimo parto in acqua.

Dopo 12 anni non ricordo nemmeno più il dolore ma so per certo che a quel tempo dissi che lo avevo percepito molto meno doloroso del precedente (non in acqua), forse addirittura 50% in meno rispetto al primo. Sicuramente è stato molto veloce e molto dolce per la mia bambina.

Come doula, una delle domande più comuni che ricevo è se il bambino respira in acqua durante un parto in acqua.
Capire come il bambino prende il primo respiro aiuterà a capire perché il parto in acqua è sicuro.
Nell’utero il feto riceve ossigeno dal sangue ossigenato della madre attraverso la placenta e il cordone ombelicale e poi il cuore del bambino, pompa il sangue ossigenato al resto del corpo. Ed é così che respira nel grembo.

Quando accade che il sangue diventa povero di ossigeno e pieno di “rifiuti”, viene rimandato indietro alla madre sempre attraverso il cordone ombelicale e la placenta. A questo punto il sangue viene riossigenato dalla madre e rimandato al feto.

Quindi in realtà il bambino nel grembo non respira veramente. Tuttavia lui fa pratica. Infatti, già a 10 settimane di vita il feto inizia a compiere movimenti dei muscoli del diaframma e intercostali per praticare la futura respirazione. Anche il singhiozzo fa parte della pratica di respirazine del bimbo.

In utero il bambino inspira veramente poco del liquido amniotico e i fluidi presenti nei suoi polmoni sono in realtà prodotti lì, sono simili a fluidi gastrici e servono a proteggere il bambino in un parto in acqua.

Poi ci sono 4 risposte inibitorie che prevengono il bambino dall’inalare acqua:

  1. Appena nato il livello di prostaglandine è così alto che il muscoli del diaframma per la respirazione non funzionano.
  2. I bambini nascono con una lieve ipossia, ossia mancanza di respiro ed è una naturale risposta al processo di parto.
  3. Quando la temperatura dell’acqua è simile a quella della madre non viene riconosciuto il cambiamento dal neonato.
  4. Il “Dive Reflex”. Praticamente il neonato riconosce la sostanza che arriva in gola, se è liquido amniotico o acqua o latte, e reagisce in modo spontaneo.

È solo quando la pelle del neonato neonato viene a contatto con l’aria che egli inizia a fare il primo respiro.

 

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