Raccolta cellule staminali da cordone: pro e contro

Avevo parlato molto tempo fa del cordone ombelicale e della sua donazione sulla base di ciò che veniva diffuso nei corsi preparto, negli uffici di medici ginecologi, ecc. È sempre stato un argomento molto popolare e visto come la soluzione di grandi problemi. Ne siamo proprio sicuri? Il Ministero della Salute o le Banche di cordone non vi diranno tutta la verità. Ho fatto una ricerca molto più approfondita sull’argomento e… leggete e fatevi la vostra opinione in merito.

Panoramica

La chiusura del cordone ombelicale (clampaggio) è una pratica sicura e ben supportata medicalmente, eticamente e scientificamente. La chiusura fisiologica del cordone prevede che si aspetti che il cordone sia diventato chiaro e piatto in modo che ci sia stato uno scambio ottimale di sangue dalla placenta al bambino. Molte ricerche supportano l’attesa fino a quando la placenta non sia bene separata dalla parete uterina.

Raccogliere e conservare il sangue del cordone ombelicale significa raccogliere lo stesso sangue del bambino così che una certa quantità di sangue rimarrà fuori dal suo sistema circolatorio. Infatti per la raccolta del sangue da cordone è necessario interrompere velocemente il passaggio di sangue al bambino, tanto che una percentuale significativa non gli arriverà mai.

Le cellule staminali non sono unicamente nel cordone, ma si possono trovare nel sistema immunitario del neonato che è stato disegnato proprio per provvedere ad un buon inizio di vita. Anche il latte umano è ricco di cellule staminali ma non viene raccolto perché ce ne sarebbe troppo e non renderebbe allo stesso modo. Il sangue mestruale ha più cellule staminali del sangue di un neonato ed è stato dimostrato fornire un potenziale rigenerativo, senza tuttavia danneggiare la donna.

I benefici della raccolta del sangue da cordone sono una propaganda a favore dell’industria del sangue. Non ci sono studi a lungo termine che dimostrino che la raccolta di sangue neonatale avvantaggi in qualche modo l’uomo adulto.

Contro

Ci sono tuttavia centinaia di studi che provano come la chiusura fisiologica del cordone possa portare beneficio al neonato ed evitare danni iatrogeni (patologie, effetti collaterali o complicanze) sia a breve che a lungo termine. Molti altri studi rivelano inoltre che il clampaggio del cordone è dannoso quando non è fisiologico.

La trasfusione di sangue placentare è una componente essenziale della nascita fisiologica: è controllata dai riflessi del bambino e termina con la chiusura fisiologica del cordone. Il neonato raggiunge così un volume sanguigno fisiologico ottimale. Questo sangue addizionale stabilisce la circolazione polmonare e attiva tutti gli altri organi di supporto alla vita nel neonato sano. Il passaggio dalla placenta al supporto vitale neonatale può essere completa entro un minuto o due, ma può richiedere più di 20 minuti.

Quando un neonato non respira autonomamente la placenta è il sistema di supporto vitale fornito dalla natura. Il cuore del neonato può battere per 20 minuti o più nonostante la mancanza di ossigeno al cervello. Tuttavia l’anossia (la mancanza di ossigeno al cervello) è ben tollerata (Resuscitation Council [UK] 2001; Frye 2004; World Health Organization 1999), mentre invece i neonati lottano con l’ipovolemia. Al momento della nascita, dal 30 al 50% del volume di sangue del bambino è nella placenta, ed il bloccaggio immediato priva il bambino di quel sangue.

A seconda di quanto velocemente il cordone viene bloccato, il bambino sperimenterà ipossia lieve, moderata o grave alla nascita. Anche una prolungata ipossia parziale alla nascita può causare lievi danni neuronali o sinaptici nel cervello con conseguente compromissione delle funzioni cognitive più tardi nella vita.
I bambini che hanno bassi punteggi di APGAR alla nascita, ma che non sviluppano l’encefalopatia sono suscettibili di un ridotto quoziente intellettivo, anche se rimangono in buona salute nel periodo neonatale. (Odd, David Lancet 2009)

La chiusura precoce del cordone danneggia il bambino bloccando la respirazione placentare, e bloccando il sangue neonatale nella placenta. Prima si blocca il cordone, maggiore sarà la perdita di sangue e lesioni. L’entità della lesione diviene evidente nel grado di ipovolemia (diminuzione del volume di sangue circolante), ischemia (mancanza assoluta o parziale di sangue in un organo) e anemia che si sviluppano nel neonato.

Sull’argomento si è parlato moltissimo e sono stati fatti tanti studi e ricerche. Ci sono decine (se non centinaia) di articoli che documentano centinaia (forse migliaia) di nascite di neonati con paralisi cerebrale infantile. Quasi ognuno di questi bambini cerebrolesi è stato sottoposto ad una chiusura precoce del cordone. La prova di tutto questo si trova nel sangue del cordone ombelicale arterioso registrato alla nascita del bambino. Un campione di sangue arterioso è stato prelevato dal clampaggio del cordone mentre il sangue ancora fluiva. Normalmente nei casi di paralisi cerebrali sono stati registrati segnali di ipovolemia, ischemia e anemia. E’ quindi evidente che il taglio precoce del cordone è un fattore importante nella paralisi cerebrale.

Pro

Molti operatori vi diranno che lasciando il cordone intatto si può andare incontro ad effetti negativi come tachipnea, ittero patologico, iperbilirubinemia, policitemia e iperviscosità. In realtà non è esattamente così perché, se transitori, questi effetti non sono clinicamente significativi ma piuttosto una parte normale della compensazione fisiologica durante la transizione neonatale (Tolosa et al. 2010). La policitemia in realtà può risultare utile in quanto più globuli rossi significano più ossigeno ai tessuti. L’unico rischio della policitemia è che il sangue diventi troppo denso (sindrome da iperviscosità), che viene spesso usata come argomento contro il taglio del cordone anticipato. In bambini sani questo sembra essere un fatto trascurabile.

Una situazione in cui il clampaggio immediato del cordone è giustificato si ha quando un neonato nasce con un cordone piatto e non pulsante. Ecco allora l’importanza del clampaggio immediato per una rianimazione. In tutti gli altri casi, cesareo, placenta previa ma anche rianimazione neonatale con cordone intatto, non dovrebbe mai essere fatto il clampaggio precoce.

Appena nati

Nei primi minuti dopo la nascita il sangue continua a scorrere dalla placenta al bambino. In questo momento il bambino riceve dal 30 al 50% del volume totale di sangue. Il sangue che scorre attraverso il cordone dopo il parto aiuta ad attivare i polmoni, l’intestino e i reni.

Quali sono quindi in sintesi i possibili rischi a cui i bambini vanno incontro con la chiusura precoce del cordone?

  • hanno maggiori probabilità di sviluppare l’anemia da carenza di ferro durante l’infanzia, il che può influenzare lo sviluppo del sistema nervoso centrale
  • hanno maggiori probabilità di avere un ematocrito basso (percentuale volumetrica di globuli rossi nel sangue)
  • non possono fare affidamento sul cordone per l’approvigionamento di ossigeno e, se hanno difficoltà respiratorie potrebbe essere necessario la maschera di ossigeno o l’intubazione
  • ricevono un minor numero di cellule staminali e questo può ridurre la loro capacità di far fronte alle malattie del sangue o delle condizioni immunitarie
  • può esserci un rischio maggiore che il bambino venga separato dalla madre per la routine di aspirazione, pulizia ed esame clinico. Questo può ridurre la durata dell’allattamento al seno
  • possono avere disturbi addominali e pianto a causa della mancanza di flusso di sangue nell’addome. Anche questo può ridurre la durata dell’allattamento al seno

L’immediato clampaggio del cordone può determinare un rischio maggiore per i bambini nati pretermine. Per loro ulteriori rischi sono:

  • livelli di emoglobina più bassi,
  • maggiore bisogno di trasfusioni di sangue,
  • emorragia intraventricolare (sanguinamento nel cervello),
  • sepsi a esordio tardivo (infezione sistemica).

La chiusura anticipata del cordone potrebbe addirittura essere un rischio per le future gravidanze a causa della sensibilizzazione del Rhesus della madre. Questo avviene quando il sangue Rh negativo del bambino viene a contatto con quello positivo della madre (con il clampaggio immediato del cordone). Il sangue della madre crea così degli anticorpi che potrebbero attacare i globuli rossi del neonato in una nuova gravidanza e causare anemia o ipossia nel nuovo bambino.

Dopo la nascita

Dopo la nascita, il moncone ombelicale comincerà ad asciugare, indurire e diventare nero. Solitamente cade entro 5-15 giorni dalla nascita.

Per timore di infezioni è diffuso l’uso di alcol o altre soluzioni come prevenzione. E’ stato dimostrato che questi trattamenti non sono necessari o, quanto meno non sono meglio di un semplice lavaggio con acqua pulita. L’uso di alcol in realtà non fa che ritardare la guarigione e fa sì che il cordone impieghi più tempo a cadere. L’unica situazione in cui potrebbe essere utile è il caso in cui il neonato sia tenuto in una nursery, luogo ad alto rischio di infezioni.

Fonti:

 

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